ubuntu


i comandi apt necessitano di una connessione attiva verso le fonti dei packages dei nostri sistemi debian/ubuntu, ma,  a volte, siamo costretti ad utilizzare un proxy http.

Le possibili soluzioni sono due:

1) utilizziamo la variabile d’ambiente http_proxy prima di lanciare i suddetti comandi, es. con il comando  ‘export http_proxy=http://proxy.foo.bar:port’;

2) rendiamo la configurazione durevole. A tale scopo si deve creare il file /etc/apt/apt.conf/80proxy con le seguenti righe:

Acquire {
Retries “0”;
HTTP {
Proxy “http://ip_address:port“;
};
};

dove ip_address e port sono rispettivamente l’IP del proxy e la porta (di solito la 8080).

enjoy!

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Di seguito i pochi, semplici passi per “aggregare” le schede ethernet secondo il meccanismo di bonding (teaming per windows), ovvero gestire una o più schede ethernet fisiche tramite un unico device logico, come ad esempio /dev/bond0.

Per prima cosa ….. un server pinguino, nel mio caso si tratta di Ubuntu 8.04 🙂

Quello che serve è istallare un package e un pò di righe di configurazione, vediamo come:

1) istalliamo l’utility ifenslave, necessaria per il bonding e l’unbonding (permettetemi il newlogismo) delle schede ethernet:

apt-get install ifenslave-2.6

2) creare il file /etc/modprobe.d/bond contenente, per ogni interfaccia bond da creare, le riga:

alias bondx bonding

options bondx mode=0 miimon=100

dove x=0,1,2,3… a seconda dell’interfaccia bond. Per il significato dei valori mode, miimon e degli eventuali altri consultate questo link.

3) Configuriamo i parametri di rete modificando il file /etc/netwok/interfaces.

Attenzione: Per prima cosa DOBBIAMO ELIMINARE qualsiasi configurazione delle schede ethernet poichè queste fanno parte dei nuovi device bond.

configuriamo un device bond (es. bond0) che “ragruppa” due schede ethernet (es. eth0 e eth1), inserendo le seguenti righe ( i valori sono casuali, metteteci i vostri):

auto bond0

iface bond0 inet static

address 192.168.1.2

netmask 255.255.255.0

network 192.168.1.0

broadcast 192.168.1.255

gateway 10.184.250.1

post-up ifenslave bond0 eth0 eth1

pre-down ifenslave -d bond0 eth0 eth1

ottimo! Diamo un bel /etc/init.d/networking restart.

quante volte è capitato di voler copiare/clonare una macchina virtuale vmware per implementare ad esempio un cluster a più nodi, o più semplicemente per non dover fare daccapo l’istallazione?

A me è capitato con Ubuntu 8.04 e così mi sono messo a cercare e provare una procedura semplice da eseguire.

A meno che non si possegga vmware server esx, la procedura consiste in alcuni (semplici) passi, vediamo come:

1) istalliamo una virtual machine che poi “cloneremo”, aggiungendo tutti i package di base e la configurazione di rete;

2) effettuiamo la procedura di clonazione;

3) agiungiamo la virtual machine clonata al server vmware;

4) boostrappiamo il clone ottenuto effettuando le necessarie modifiche alla sua configurazione (hostname e networking);

Dato per scontato il punto 1), eseguiamo la procedura del punto 2) secondo quanto scritto in questo link e aggiungiamo la nuova virtual machine al server vmware (punto 3).

Passiamo ora alla riconfigurazione della nuova virtual machine. Poichè questa ha le impostazioni clonate rispetto a quella di partenza, dobbiamo modificarle per non avere conflitti nell’esecuzione contemporanea delle due virtual machine.

Come suddetto, si tratta di riconfigurare almeno l’hostname della macchina e la configurazione di rete, vediamo come:

a) modifichiamo il file /etc/hostname con il nome della nuova virtual machine;

b) modifichiamo il file /etc/hosts con il nuovo IP e hostname;

c) modifichiamo il file /etc/network/interfaces con gli indirizzi IP e le configurazioni di network delle schede di rete;

d) apriamo il file /etc/udev/rules.d/70-persistent-net.rules che contiene i parametri delle schede ethernet, il mio ad esempio è

SUBSYSTEM==”net”, ACTION==”add”, DRIVERS==”?*”, ATTR{address}==”00:0c:29:33:95:cf”, ATTR{type}==”1″, KERNEL==”eth*”, NAME=”eth0″

e modifichiamo il MAC address con quello che ci assegna il vmware server. La modifica va effettuata per tutte le schede di rete che vogliamo utilizzare.

Reboot!

stavolta posto gli steps per istallare un VMware server e.x.p. su Ubuntu Server 7.10 x86_64, credo che per la versione a 32 bit la procedura sia la stessa.

L’hardware è un dell con due cpu quad-core Intel(R) Xeon(R).

La procedura consiste nell’istallare il necessario per il VMserver e.x.p. ovvero gli header del kernel linux e un java (ebbene si, purtroppo). Procediamo con ordine:

1) istalliamo gli header del kernel. con il comando ‘uname -r’ ci facciamo ritornare la versione kernel istallata e poi ci scarichiamo i relativi header files. Nel mio caso io ho un 2.6.22-14-server e quindi il comando è ‘apt-get install build-essential linux-headers-2.6.22-14-generic’;

2) istalliamo java. Io ho optato per la versione sun, non me ne vogliate, ma con gnu ho avuto qualche problema. Il comando è ‘apt-get install sun-java5-jre sun-java5-fonts’;

3) ora passiamo a VMware. Al solito bisogna reperire una una licenza dal sito vmware e scaricare i binari, io ho optato per il comando ‘ wget http://download3.vmware.com/software/vmserver/VMware-server-e.x.p-63231.x86_64.tar.gz, ma potete tranquillamente tirarvelo giù tramite la pagina di registrazione;

4)l’istallazione consiste nei seguenti comandi:

a) tar -xzvf VMware-server-e.x.p-63231.x86_64.tar.g;

b) cd vmware-server-distrib; vmware-install.pl

e “as usual”, ci configuriamo il vmware come più ci piace. Alla fine della giostra lanciamo il browser sulla applicazione web di amministrazione e …..il gioco è fatto!