Da piccolo amavo la settimana enigmistica, un vero bignami ultrapopolare che mi faceva sognare con le sue rubriche tipo “Forse non tutti sanno che” oppure “chi ci ricorda”. I sui giochi poi, dalla Susi ai rebus, erano una vera palestra della mente.

Ma era soprattutto il “chi ci ricorda” che mi faceva fantasticare ad occhi aperti, arrovellandomi sempre sulla differenza tra colui che è passato alla storia come un Grande, un Eroe, un Esempio, e chi, come molti di noi, sono delle meteoriche comparse se non addirittura dei pezzi di m…, vabbè.

Come zio Paperone che sogna di essere sulla lista dei buoni di Babbo Natale, ho vaneggiato anch’io di scrivere un “chi ci ricorda”, ma poi sia per ignoranza che per poca tenacia, non ho mai perseguito il mio sogno.

Oggi però, dopo aver superato ormai gli otto lustri d’età posso togliermi finalmente lo sfizio, riportando la citazione di un nostro quotidiano nazionale.

Sono sicuro che pochi indovineranno, anche perchè m’è sembrato che la citazione sia stata anch’essa una flebile meteora nella nostra italietta di sempre.

Vabbè io cito, al vincitore un caffè pagato.

«Voglio che sia chiaro – ha detto – che sono fiero di essere cittadino di uno stato in cui un primo ministro può essere investigato come un semplice cittadino». «Proverò – ha continuato – la mia innocenza e le mie mani pulite»

Non so, da noi queste cose non si dicono più, di conseguenza io non mi sento molto fiero di essere cittadino del mio stato…..certo che emigrare in Israele la vedo dura. (ops, vi ho dato l’aiutino!)

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