inutile spiegarvi cosa sta succedendo: stiamo parlando dell’approvazione da parte di Marrazzo (e solo da parte sua, visto che la ASL RM H, l’unica che ha la competenza territoriale, ha espresso parere negativo)  della costruzione del più grande inceneritore d’europa nei pressi di Albano Laziale.

Bene, spinto da un numero elevato di sentimenti ho deciso di esercitare quello che ahimè troppo spesso demandiamo ovvero informare il nostro dipendente regionale che quello che lui fà gli sarà messo in conto il giorno delle elezioni perchè amici miei, la fiducia è nulla senza il controllo e i nostri politici sono stati troppo abituati agli atti di fede ideologica da parte di noi elettori.

Ho scritto dunque a Marrazzo tramite questo link (http://www.regione.lazio.it/dilloamarrazzo/intro.php)

la seguente mail

“carissimo Presidente Marrazzo,
chi le scrive è un suo elettore che le diede la propria fiducia sulla base della sua attività giornalistica, considerata positivamente per il bene della comunità.
I recenti fatti che hanno portato all’approvazione della costruzione degli inceneritori di Albano Laziale ed Aprilia mi hanno fatto cambiare radicalmente il giudizio nei Suoi confronti, tant’è che ho deciso non solo di non rinnovare il voto a Suo favore e del Suo partito alle prossime elezioni, ma di attivarmi affinchè il maggior numero di elettori non diano il voto a Lei e al suo partito.

Distinti saluti,
un Suo ex-elettore
Massimiliano Liccardo”

e, dopo poche ore, ecco la risposta
“Gentile signor Liccardo
La ringraziamo per averci contattato. Ci sono giunte molte segnalazioni da parte di cittadini spinti dall’allarme e dal timore ingenerato dalle notizie sull’autorizzazione del termovalorizzatore di Albano.
Le preoccupazioni pur comprensibili riteniamo siano dettate dalla scarsa conoscenza delle rigorose misure prese a tutela della salute di tutti i cittadini.
A tal proposito preme sottolineare che se l’impianto di Albano vedrà la luce, e quindi supererà tutte le fasi istruttorie che esistono proprio a tutela della cittadinanza, questo accadrà con il più attento monitoraggio ambientale.
In altri termini, il nuovo impianto verrà costruito secondo i criteri che la moderna tecnologia mette a disposizione per la realizzazione di tali opere.
Del resto, nonostante l’impegno della Regione a far crescere la percentuale di raccolta differenziata e portarla entro il 2011 al 50% del totale, rimane il problema di come smaltire il restante 50% senza fare ricorso alle discariche, vietate ormai dalla legge.
A chi dice che sarebbe meglio il 100% di differenziata senza termovalorizzatori l’amministrazione regionale ribadisce che la realtà è diversa da come la si vorrebbe ed infatti i dati indicano che la raccolta differenziata in regione è oggi pari al 20% del totale, ben al di sotto dunque degli obiettivi prefissati e che è necessario raggiungere.
Non è intenzione dell’amministrazione regionale avere più termovalorizzatori di quanti non ne siano strettamente necessari, tuttavia non si può nemmeno correre il rischio di un tracollo del sistema per aver scelto obiettivi di differenziata troppo ambiziosi.
Il compito di ogni amministratore è, innanzitutto, quello di adottare tutte le misure necessarie per il bene dell’intera collettività. Fare finta che il problema non esista e cedere alle pressioni di chi non vuole riconoscere che il vero dramma ambientale siano i cumuli di spazzatura abbandonati sulle strade delle città e dei paesi sarebbe da irresponsabili. Il dramma della regione Campania è un esempio ed un monito ed è per scongiurare tale disastro che la Regione Lazio si sta impegnando.
Cordiali Saluti
Ufficio Rapporti con i Cittadini
Presidenza della Regione Lazio”
bene,  ognuno può trarre le sue conclusioni, le mie rimangono sostanzialmente immutate poichè la risposta ricevuta non fa che confermare tutti i dubbi e le paure che la mia mail esprimeva.
Una cosa è certa, a questo punto o lui o noi.

Dopo vari hackeraggi di fonera e linksys wrt54 non ho resistito alla tentazione e mi sono preso un Dlink DNS-323. E’ una vera figata poichè dentro c’è la solita debian embedded, che a saper metterci le mani da tanta soddisfazione.

La prima cosa da fare è quindi accedere via telent/ssh e dare un’occhiatina dentro! A tale scopo mi istallo un pò di sofware aggiuntivo (telnet, ssh, ntp, etc) per farlo eseguire al boot tramite il fun_plug.

Ottimo, appena entrato mi guardo i vari mount e scopro che i due dischi che ho configurato in RAID1 utilizzano ext2….uhm, beh no, meglio ext3, no? Casomai va via la corrente, sto un pò più tranquillo e il DNS-323 risale più veloce.

Bene, cominciamo con la teoria: per passare da ext2 a ext3 dobbiamo lavorare su partizioni “smontate”, altrimenti sono guai, quindi dobbiamo fare un bootstrap+telnet senza che i dischi nelle baie vengano montati automaticamente. Ci serve del sofware aggiuntivo, ma andiamo per gradi.

Ah, una premessa, la mia configurazione è con due dischi esterni in RAID1, per configurazioni diverse…..fate voi!

  1. Aggiorniamo il firmware alla versione 1.06 del 12/03/2008;
  2. istalliamo il Fonz fun_plug ver. 0.5 per avere telnet, ssh, ntp, mediatomb, etc;
  3. andiamo a cambiare EXT2 in EXT3 in tutti file che si chiamano raidtab2web che si trovano nelle partizioni /dev/sd[ab]4. Per far questo dobbiamo modificare il file raidtab2web che si trova sotto /mnt/HD_a4/.systemfile/raidtab2web (sda4) e /mnt/HD_b4/.systemfile/raidtab2web (sdb4). La modifica consiste nel cambiare la riga filesystem EXT2 con la riga filesystem EXT3;
  4. istalliamo fsck per poter fare il bootstrap senza montare i dischi esterni;
  5. eseguiamo il boot come sopra, quindi, dopo esser entrati in telnet, lanciamo il comando /ffp/fsck/no-bash-reload.sh;
  6. rientriamo in telnet: stavolta non ci sono dischi esterni montati (verificate con il comando mount);
  7. effettuiamo un check sulle partizioni, compresa quella RAID1, se ne avete una. Vi consiglio di rispondere sempre “yes”, in modo da correggere gli eventuali errori, compresa la creazione del “lost+found”. Questi i comandi
    • e2fsck /dev/sda4
    • e2fsck /dev/sdb4
    • mdadm -A /dev/md0 /dev/sd[ab]2
    • e2fsck /dev/md0
  8. passiamo a ext3 sulla partizione RAID1 con il comando tune2fs -j /dev/md0;
  9. reboot!

Al riavvio, entrando in telnet il mount dovrebbe dare:

/ # mount
rootfs on / type rootfs (rw)
/dev/root on / type ext2 (rw)
proc on /proc type proc (rw,nodiratime)
/dev/loop0 on /sys/crfs type squashfs (ro)
/dev/md0 on /mnt/HD_a2 type ext3 (rw)
/dev/sda4 on /mnt/HD_a4 type ext2 (rw)
/dev/sdb4 on /mnt/HD_b4 type ext2 (rw)
none on /proc/bus/usb type usbfs (rw)
devpts on /dev/pts type devpts (rw)

che dire? Sto’ DNS-323 mi piace proprio!

P.S: chiaramente non è tutta farina del mio sacco, molte info le ho prese da questo articolo e dai README del Fonz e dell’fsck.

maschese berlusconi e dell'utri

Si sa, a carnevale ogni scherzo vale ma in galera ci sono finiti lo stesso.
A Torino due malfattori mascherati da Berlusconi e dell’Utri rapinano una banca ma, purtroppo per loro, vengono arrestati immediatamente.
Chissa’ a quei due cosa gli e’ passato per la testa: forse pensavano che cosi’ vestiti sarebbe stato piu’ facile mettere le mani in tasca ai presenti e di non essere rincorsi da qualche ronda padana oppure, nel caso di cattura, di poter usufruire dell’immunita’ o almeno di poter mandare il reato in prescrizione.
Staremo a vedere il processo: durera’ vent’anni come per gli originali oppure stavolta la giustizia sara’ piu’ celere ?

P.S: gli originali Berlusconi e dell’Utri non hanno espresso alcun commento o battuta che dir si voglia, eppure a me viene facile “Berlusconi e dell’Utri rapinano una banca ma vengono arrestati immediatamente dalle forze dell’ordine. I passanti si complimentano per l’efficacia dell’azione per poi scoprire che gli arrestati non sono quelli veri”.

Non sono passate neanche 48 ore dalla vittoria elettorale di Barack Obama che qui in Italia, contrariamente al resto del mondo, i nostri politici governativi fanno a gara a “gaffeggiare”.
Il primo che brucia tutti sul tempo e’ Gasbarri, che argutamente fa notare che tra i felici del risultato elettorale c’è Al Qaeda mentre il nostro premier, stavolta soltanto secondo, complimenta il neo presidente con un “bello, giovane e abbronzato“.
Ma niente niente, come se dice a Roma, stanno tutti a rosica’?

P.S: strano ma vero, per par condicio mi sarei aspettato un bel “bingo bongo” da chi dico io ma forse stavolta il silenzio è d’oro.

Ero troppo piccolo quando uscirono i fatti della P2 e tutti i nomi e cognomi coinvolti.

Adesso però finalmente danno le repliche in TV, evviva la modernità (e la comodità)!

Non c’e’ paragone: quelli di sinistra sono dei veri e proprio dilettanti.

Prendano esempio dai ragazzi di destra, tutti belli pettinati, implotonati e con tanto di bastoni tricolori a seguito: ma dico io, quand’è che quei cazzoni di sinistra si mettono in testa di studiare invece di improvvisare tirando sedie?

Consiglio almeno una domenica al mese allo stadio, tanto per tenersi in forma per la prossima manifestazione.

i comandi apt necessitano di una connessione attiva verso le fonti dei packages dei nostri sistemi debian/ubuntu, ma,  a volte, siamo costretti ad utilizzare un proxy http.

Le possibili soluzioni sono due:

1) utilizziamo la variabile d’ambiente http_proxy prima di lanciare i suddetti comandi, es. con il comando  ‘export http_proxy=http://proxy.foo.bar:port’;

2) rendiamo la configurazione durevole. A tale scopo si deve creare il file /etc/apt/apt.conf/80proxy con le seguenti righe:

Acquire {
Retries “0″;
HTTP {
Proxy “http://ip_address:port“;
};
};

dove ip_address e port sono rispettivamente l’IP del proxy e la porta (di solito la 8080).

enjoy!

Con questo governo sempre più amato dagli italiani (a reti unificate ci dicono che siamo al 60%) io direi che un pizzico di merito va pure al nostro Uolter e non solo al solito Silvio piglia-tutto.

Dai Uolter, you can! Se continui così direi che per natale arriviamo al 90%….intanto godiamoci questo autunno caldo, che con quello che costerà riscaldarci quest’inverno è già un bell’affare!

P.S: i soliti ragazzacci dispettosi :)

Di seguito i pochi, semplici passi per “aggregare” le schede ethernet secondo il meccanismo di bonding (teaming per windows), ovvero gestire una o più schede ethernet fisiche tramite un unico device logico, come ad esempio /dev/bond0.

Per prima cosa ….. un server pinguino, nel mio caso si tratta di Ubuntu 8.04 :)

Quello che serve è istallare un package e un pò di righe di configurazione, vediamo come:

1) istalliamo l’utility ifenslave, necessaria per il bonding e l’unbonding (permettetemi il newlogismo) delle schede ethernet:

apt-get install ifenslave-2.6

2) creare il file /etc/modprobe.d/bond contenente, per ogni interfaccia bond da creare, le riga:

alias bondx bonding

options bondx mode=0 miimon=100

dove x=0,1,2,3… a seconda dell’interfaccia bond. Per il significato dei valori mode, miimon e degli eventuali altri consultate questo link.

3) Configuriamo i parametri di rete modificando il file /etc/netwok/interfaces.

Attenzione: Per prima cosa DOBBIAMO ELIMINARE qualsiasi configurazione delle schede ethernet poichè queste fanno parte dei nuovi device bond.

configuriamo un device bond (es. bond0) che “ragruppa” due schede ethernet (es. eth0 e eth1), inserendo le seguenti righe ( i valori sono casuali, metteteci i vostri):

auto bond0

iface bond0 inet static

address 192.168.1.2

netmask 255.255.255.0

network 192.168.1.0

broadcast 192.168.1.255

gateway 10.184.250.1

post-up ifenslave bond0 eth0 eth1

pre-down ifenslave -d bond0 eth0 eth1

ottimo! Diamo un bel /etc/init.d/networking restart.

Da piccolo amavo la settimana enigmistica, un vero bignami ultrapopolare che mi faceva sognare con le sue rubriche tipo “Forse non tutti sanno che” oppure “chi ci ricorda”. I sui giochi poi, dalla Susi ai rebus, erano una vera palestra della mente.

Ma era soprattutto il “chi ci ricorda” che mi faceva fantasticare ad occhi aperti, arrovellandomi sempre sulla differenza tra colui che è passato alla storia come un Grande, un Eroe, un Esempio, e chi, come molti di noi, sono delle meteoriche comparse se non addirittura dei pezzi di m…, vabbè.

Come zio Paperone che sogna di essere sulla lista dei buoni di Babbo Natale, ho vaneggiato anch’io di scrivere un “chi ci ricorda”, ma poi sia per ignoranza che per poca tenacia, non ho mai perseguito il mio sogno.

Oggi però, dopo aver superato ormai gli otto lustri d’età posso togliermi finalmente lo sfizio, riportando la citazione di un nostro quotidiano nazionale.

Sono sicuro che pochi indovineranno, anche perchè m’è sembrato che la citazione sia stata anch’essa una flebile meteora nella nostra italietta di sempre.

Vabbè io cito, al vincitore un caffè pagato.

«Voglio che sia chiaro – ha detto – che sono fiero di essere cittadino di uno stato in cui un primo ministro può essere investigato come un semplice cittadino». «Proverò – ha continuato – la mia innocenza e le mie mani pulite»

Non so, da noi queste cose non si dicono più, di conseguenza io non mi sento molto fiero di essere cittadino del mio stato…..certo che emigrare in Israele la vedo dura. (ops, vi ho dato l’aiutino!)

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